Leonardo è il mio primo figlio e, a parte il mio nipotino e qualche figlio di amici, non ho mai avuto molto a che fare con i bambini. Ammetto che quando è nato Leo ero abbastanza ignorante in merito alle fasi di crescita e alle tappe dello sviluppo del neonato ma anche consapevole del fatto che ogni bambino è a sé e raggiunge queste “famose” tappe in tempi e modi differenti.
Documentarmi on line è stato abbastanza facile ma come in ogni cosa, ognuno dice la sua ed è facile farsi confondere le idee. Un grande aiuto l’ho avuto dal libro “Che cosa aspettarsi il primo anno”, una guida completa, mese per mese, che spiega ai genitori tutto quello che devono sapere sul primo anno del loro bambino, dai primi sorrisi ai primi passi.
Con questo articolo voglio quindi mettere insieme tutte le informazioni che ho raccolto per divulgarle alle neo mamme che sono curiose di sapere cosa le aspetta nei primi 3 mesi di vita del loro piccolo, sia dal punto di vista motorio che da quello relazionale e del linguaggio, senza tralasciare i cambiamenti fisici che ogni bimbo fisiologicamente ha.
1 mese
Il primo mese passa molto velocemente. I ritmi dei genitori cambiano e tutto ruota intorno al neo arrivato, che anche se piccolissimo ha un sacco di esigenze che devono essere soddisfatte. E’ impossibile però non accorgersi dei progressi che si susseguono, rapidi, in appena un mese di vita.
La vista non è ancora perfettamente sviluppata ma già a cinque giorni di vita il movimento attira l’attenzione del bambino, che può anche arrivare a interrompere la suzione se viene distratto. Non è però ancora in grado di mettere a fuoco gli oggetti, perché i muscoli oculari non sono ben coordinati. Gli stimoli che attirano l’attenzione del bambino sono di solito abbastanza vicini e semplici: il piccolo è in grado di distinguere di più il contorno di una figura e il suo profilo, piuttosto che tutte le altre parti. Infine, è capace di osservare e seguire attentamente con lo sguardo girando la testa sia a destra sia a sinistra.
L’udito di un neonato è molto sensibile. Di fronte a un suono alto e forte, per esempio una porta che sbatte o una persona che grida, il neonato sussulta o chiude le palpebre; i suoni ritmici, invece, come la ninna nanna, lo calmano e lo fanno addormentare. Già tre giorni dopo la nascita, un neonato può distinguere la voce della propria madre da quella di altre donne. A 1 mese è in grado di percepire differenze tra suoni molto simili.
Il gusto funziona già dalla nascita e continua a svilupparsi congiuntamente all’olfatto durante i primi mesi di vita e diventano decisamente acuti con il passare del tempo.
L’olfatto: i piccoli sono già in grado di percepire gli odori. Fin dalla nascita sanno distinguere, per esempio, l’odore del latte materno e sono guidati verso il seno da questo stimolo. Sono inoltre molto sensibili agli odori irritanti, come quelli dei prodotti per la pulizia della casa.
Con il tatto si instaura un primo rapporto di attaccamento del bambino alla madre. Attraverso la pelle, infatti, il bambino “assorbe” diverse sensazioni. Il neonato ha inoltre una spiccata sensibilità termica, per cui bisogna prestare particolare attenzione alle temperature, per esempio occorre evitare che l’acqua del bagnetto sia troppo calda o che il latte del biberon scotti.
Entro il primo mese di vita, la maggior parte dei neonati probabilmente è in grado di:
- reagire ai rumori/voci fermando la sua attività, distinguere suoni con diverse caratteristiche acustiche e prodotti da diversi parlanti
- orientarsi con lo sguardo verso la fonte e concentrarsi su oggetti a 20/40 centimetri dal proprio viso
- esprimersi con il pianto
- portare le mani al viso
- interessarsi ai volti
- dormire 16/18 ore, ma non sempre con gli stessi ritmi
Proseguiamo con la seconda delle tappe dello sviluppo del neonato.
2 mesi
A due mesi di vita il piccolo comincia a guardarsi attorno e trascorre lunghi intervalli di tempo a osservare la mamma. La sua vista adesso è migliorata, sorride anche se non in maniera intenzionale (si tratta di un’espressione istintiva). Migliora l’attenzione e riesce a vedere stimoli più complessi: per esempio, un’immagine a righe orizzontali (anche se ancora in bianco e nero). Intorno a sette settimane di vita, quindi verso la fine del secondo mese, il bambino inizia a distinguere anche il rosso e il verde.
Un bimbo di due mesi inizia inoltre ad avere una prima coscienza del proprio corpo (soprattutto delle mani e delle braccia): a questa età è facile vedere il piccolo nella culla agitare mani e piedi o portarsi il pugnetto alla bocca. Intorno a quest’epoca i neonati passano molto tempo anche a guardarsi le manine, ruotandole davanti al loro sguardo.
A due mesi il neonato ha ormai scelto il suo modo di mangiare. Chi si è attaccato bene al seno ha continuato a farlo con soddisfazione, chi non lo ha potuto fare, per assenza di latte materno o per problematiche di altro genere, ha ormai preso dimestichezza con il biberon.
Il tono muscolare generale aumenta e se sdraiato a pancia in giù, il piccolo è in grado di sollevare la testa a 45° per qualche istante e sa girare il capo. In posizione eretta riesce a sollevare la testa per pochi secondi e a tenerla in linea con il resto del corpo, anche se il controllo è ancora assente, per cui la testa “ciondola”. Per questo è sempre bene sorreggere il capo al bambino quando lo si prende in braccio
Entro il secondo mese di vita, la maggior parte dei neonati probabilmente è in grado di:
- sorridere in risposta al sorriso di un adulto (sorriso sociale o relazionale) e poi anche in prima battuta
- reagire in qualche modo a un rumore forte
- sollevare la testa a 45° se messo a pancia in giù
- cominciare a esprimersi in modi diversi dal pianto, per esempio gorgheggiando
- dormire circa 15-16 ore al giorno e rimanere sveglio più a lungo tra una poppata e l’altra.
Ed eccoci arrivati alla terza e ultima delle tappe dello sviluppo del neonato
3 mesi
Con il terzo mese di vita incominciano i grandi cambiamenti. Si sviluppa la visione binoculare, ossia la capacità di usare assieme entrambi gli occhi per mettere a fuoco un oggetto e di conseguenza, la percezione della profondità e del movimento migliorano in maniera notevole.
Il piccolo comincia a muovere le mani e a giocarci aprendo e chiudendo i pugnetti. Sa afferrare un oggetto, soprattutto se colorato, e tenerlo in mano per qualche secondo. Comincia l’esplorazione del proprio corpo: succhia le manine ed è capace di portare il pollice alla bocca per succhiarlo, perché inizia la coordinazione tra il braccio, la mano e la bocca. La bocca diventa anche un importante mezzo di esplorazione per portare alla bocca gli oggetti.
Il bimbo di 3 mesi inizia a sorridere intenzionalmente quando gli si parla. Sorride soprattutto alla mamma quando si occupa di lui, per esempio quando lo allatta, gli fa il bagnetto o lo cambia. Questo tipo di sorriso, a differenza di quello presente nei mesi precedenti, è intenzionale (viene chiamato sorriso sociale). Ora il bambino risponde quando vede un volto umano e sorride più frequentemente se il volto è in movimento e se è in posizione frontale rispetto a lui.
Compaiono i primi vocalizzi. All’inizio si tratta di suoni casuali, che poi verranno riprodotti volontariamente dal bambino. I vocalizzi aumentano in presenza di un adulto, soprattutto della mamma: il bambino già a questa età è in grado di “dialogare” perché vocalizza se l’adulto smette di parlargli.
Ricapitolando, entro il terzo mese di vita, la maggior parte dei neonati probabilmente è in grado di:
- iniziare a dialogare tramite vocalizzi
- giocare attivamente.
- sollevare la testa e il petto quando messo a pancia in giù.
- portarsi le mani ed oggetti in bocca
- muovere le gambe e braccia in maniera più coordinata e sostenere da solo il capo ed il collo per alcuni secondi.
- mettere correttamente a fuoco fino a 30–40 cm di distanza e seguire meglio con lo sguardo oggetti in movimento.
E voi, vi ritrovate con queste tappe? Fatemi sapere la vostra esperienza nei commenti!